lunedì 21 novembre 2016

Metallo, Ridicolo Non Ridicolo

I picked the nearest blade I found to meet you in the field. 

Questa rubrica è poco regolare, peggio dello stesso blog che la ospita. È passato più di un anno... Come state? Io benino, grazie.

Sono usciti dischi incredibili in questi mesi, la musica continua ad essere una cosa meravigliosa ed io continuo ad esserne entusiasta. Non vi ho scritto però, questo è vero. Ho passato periodi alterni, che si sono avvicendati tanto velocemente che non ho mai avuto tempo di fermarmi a scrivere. Per farmi perdonare farò un post tenuto insieme da un tema che mai avrei creduto di utilizzare: il metal.

Lo so che scrivere “metal” è per molti un bell'invito a smettere di leggere. Ma datemi una possibilità. Prima di scappare, datemi una possibilità! Per dimostrarvi che sono ben predisposto, comincio così, da paraculo.





Dream House è il pezzo di apertura di Sunbather, disco che nel 2013 ha ricevuto critiche ottime da tutta la stampa 'alternativa'. I metallari sostengono che non sia metal, ma anche sì. Poi è death metal, poi è shoegaze... allora è deathgaze, no no è post-metal.
È hipster.
Critiche ed etichette a parte, Sunbather è un disco che vi consiglio, così come New Bermuda, il successivo dei Deafheaven. Purtroppo il loro cantante si prende molto sul serio sul palco: gesticola con trasporto, fa finta di dirigere un'orchestra, scuote il ciuffo. È bravo solo lui. Quasi ridicolo.
Ed è questo il nodo della questione da quanto ho capito. Il motivo per cui a tanti il metal non piace – anche il metal classico e non-hipster – è che spessissimo finisce per essere ridicolo. Ma provate voi a fare uno spettacolo, che sia musica o altro, sempre incentrato su rabbia, violenza, durezza e altri aspetti estremi dell'animo umano. Se non siete Kubrick, rischierete continuamente di fare un passo falso e da lì in poi farete ridere.
Nonostante il ridicolo, il metal è duro a morire e la comunità metal è comunque abbastanza estesa. Metallari tinti male che, da voi che li sbeffeggiate (ma poi magari ascoltate i Coldplay), si sentono giustamente di prendere le distanze.





Questi Nails sono una chicca! Veloci, violenti, fanno grindcore, powerviolence, generi con nomi così, tra trash metal e hardcore punk. La canzone di sopra è di quest'anno. Ovviamente potevo presentarvi i più classici Napalm Death (o Jim Carrey che ne fa l'imitazione), ma sto cercando in questo post di proporre gruppi relativamente nuovi. Metal's not dead!
Il metal non è morto. Anche se a volte ci va vicino.
Prendete questa band americana della Georgia. Sono in viaggio sul bus, vicino a Bath in Inghilterra, il bus cade da un viadotto. Rischiano la morte, due membri della band dopo aver recuperato, mollano, vengono rimpiazzati e a fine 2015 i Baroness se ne escono con un nuovo album, Purple. A me è risultato un disco esaltante, sopra la media, mai ridicolo perché in qualche modo riesce a tenere il giusto livello di intensità. Sarà stata l'esperienza traumatica...
Così, quando il cantante John Baizley (che anche disegna le copertine dei dischi) mi canta che ha bisogno di una scossa, io ci credo come un bimbo crede a Babbo Natale. Me l'hanno data a bere! Quando mi sento paralizzato – che sia per noia, per fatica o per mancanza di motivazione – canticchio i Baroness e penso che vorrei qualcosa che mi sorprendesse.




A volte però proprio non ci si fa. Tutto questo pathos metallico è troppo, lo so. Spesso gli urletti non si sopportano, così come le schitarrate infinite. Così, quando l'intensità se ne va e del metal rimangono solo immagini di teschi e vergini sacrificate, possiamo sempre prenderci una vacanza. Senza andare troppo lontano, potremmo battere i territori un po' aridi dello stoner rock. Senza prenderci troppi giorni di ferie, potremmo concederci un fine settimana. Un fine settimana super- tranquillo, a base di birra, con i nostri migliori amici nerd.




Ho cominciato da paraculo e ho finito scherzando e mitigando. Ma le quattro band che vi ho presentato fanno sul serio. Ciascuna di queste a modo suo ha trovato un equilibrio, forse non così delicato, per non cadere nel ridicolo. Spesso addirittura sanno comporre, suonare e cantare mentre vi mostrano i denti e vi guardano male.
Alla fine è solo questo credo: se riescono a non arrossire in faccia mentre afferrano la chitarra come una lama raccolta sul campo di battaglia, hanno fatto il loro.

L.