venerdì 16 settembre 2016

Le cento scimmie

Come promesso, ecco il mio piccolo pezzo di stoffa wax...punto a possederne altre, sia ben chiaro.
Pantaloni e bandana sono di Le Cento scimmie, giovane marchio trovato per caso al festival dell'artigianato a Firenze.
Comunque questa non è la mia solita tenuta per fare giardinaggio, penso che questo sia chiaro!

sabato 10 settembre 2016

I tessuti wax

È da circa tre anni che ho una vera e propria fissa per i tessuti wax. È arrivato il momento di condividere la mia passione.
La storia vuole che circa 170 anni fa, in un piccolo paese olandese chiamato Helmond, Pieter Fentener van Vlissingen venisse convinto da suo zio ad imitare le stoffe indonesiane Batik per poi commerciarle nelle colonie olandesi del sud est asiatico. Fondò così la Vlisco.
L'impresa commerciale fu un flop: le stoffe Batik originali erano di gran lunga preferite nelle colonie orientali. Il viaggio per portare le stoffe prodotte in Olanda prevedeva però delle soste in Africa per trovare i necessari rifornimenti per proseguire in mare.
E fu così che le stoffe che in Indonesia non avevano avuto alcun successo sbarcarono in Africa, dove ancora oggi sono considerate le stoffe dei vestiti per le grandi occasioni.
Ogni stoffa in Africa ha un nome diverso ed un suo significato nascosto, un modo per le donne per parlare senza parlare.
Questa per esempio si chiama "Si tu sors, je sors", ovvero se tu esci, io esco: se vedi il matrimonio come qualcosa che puoi prendere e lasciare come più ti piace, farò lo stesso.
Questa invece si chiama "Je cours plus vite que ma rivale", corro più veloce della mia rivale, e viene usata per simboleggiare la rivalità fra delle mogli.
O questa che si chiama "La famille" e significa che anche se nella famiglia c'è un uomo è la donna che regge tutto, viva il matriarcato!
Poi in ogni zona dell'Africa ogni stoffa può avere sfumature di significato diverse. Questa (una delle mie preferite)  in alcune zone dell'Africa occidentale significa che chi la indossa sa ballare il cha cha cha.
Vabbè e poi ci sono dei pattern abbastanza trash a cui non resisto...

Insomma...questo post era solo un'anticipazione, sappiatelo.

lunedì 5 settembre 2016

Lonely: capezzoli, peli e cerbiatti

Lonely è un marchio di intimo neo zelandese "per donne che indossano la lingerie come una lettera d'amore per se stesse", come dice la sua designer.
A parte il messaggio pubblicitario che lo ammetto mi ha catturata, sono vittima di questa pubblicità, (target raggiunto!), quello che apprezzo è lo sforzo di proporre nel mondo della moda delle immagini finalmente non stereotipate di donne. Perché sinceramente la modella a bocca socchiusa, palpebra abbassata e push-up spaziale che la poppa diventa una semisfera perfetta non è sexy, ve lo vogliono far credere. Ma sexy è un capezzolo che spunta dalla retina di un reggiseno che lascia intatta la forma a pera, sexy è la coscia con qualche smagliatura fasciata da una culotte a vita alta, sexy è il pelo che esce da una mutanda, sexy è il tatuaggio, sexy è la donna sulla quarantina che si prepara un caffè con una vestaglia addosso, sexy è Jemima Kirke che mette il rossetto a Lena Dunham, vestite solo di reggiseno e mutande.

Altre volte avevo condiviso attraverso facebook brand rivoluzionari da questo punto di vista, ma forse è venuto il momento di farci una rubrica: capezzoli peli e altre meraviglie!