mercoledì 6 gennaio 2016

Lo scambione

Nuovo post dedicato a modi intelligenti per rinnovare l'armadio. La cosa mi sta sfuggendo di mano, che dite?
Carlotta ha sempre la brillante idea di fare almeno due volte l'anno lo scambione. Che cos'è lo scambione. Forse alcuni di voi ne avranno già sentito parlare come dello swap party, ovvero festa dello scambio.
Noi amiche, quando lo facciamo, non abbiamo troppe regole: porti tutto quello che non ti piace più, che ti sta piccolo, che hai comprato ma che poi non hai mai indossato, il classico abito che lì per lì ti sembra fondamentale e poi indosserai sì e no due volte, i regali mai piaciuti, butti tutto nel mucchio e ti provi abiti a non finire mentre ti sfondi di dolcetti e tè.
Non c'è la regola chi porta di più prende di più, di solito tendiamo ad invitare tutte a prendere il più possibile, anche se ci sono sempre quei capi trash '90s/'80s che nessuno avrà il coraggio di prendere!
Se c'è un capo conteso vige la regola del "a te sta meglio, prendilo..." e in genere è una frase stranamente detta con sincerità, siamo persone molto pacate.
Lo swap funziona bene se siamo tutte con taglie completamente diverse e con gusti completamente diversi: quello che a me non sta o a me non piace farà il caso per qualcun'altra.
Questa edizione natalizia dello scambione per me è andata molto bene, sono riuscita a trovare finalmente l'abito anni '30 perfetto che non riuscivo a trovare neppure nei migliori vintage!


Ah già, sapete la sospirata pelliccia di questo post, beh, alla fine l'ho trovata, come potete vedere, vintage, ovviamente, e di alpaca (quindi nei lontani anni '60 per farla non è neppure stato scuoiato nessun animale). Basta avere la pazienza di cercare per bene fra gli scaffali del vintage di Borgo Pinti e si trova tutto!


Prometto che per la prossima edizione dello scambione farò qualche foto dell'evento!
Nel frattempo, che aspettate, aprite le porte di casa e fate uno scambione anche voi, lo so che è l'epifania e ormai i negozi li tengono aperti per i saldi, ma ne avete veramente bisogno??

sabato 2 gennaio 2016

Tre cose che io ho e voi non avrete mai

Cari lettori, come avrete capito il blog sta prendendo una piega un po' diversa. Niente più wishlist costose, niente più frivolezze (mai vero!), niente più pubblicità gratuite a oggetti che non ne hanno davvero bisogno. Insomma la crisi ha colpito anche 7 heures du mat. e la sua blogger e la risposta a questa crisi è stata una riscoperta di valori quali il risparmio, l'acquisto immortale, la comodità e un po' di furbizia. Senza mai dimenticarsi che però le cose carine nutrono l'anima.


Le tre cose che ho in dosso in questa foto, cari lettori e care lettrici, non le potrete avere mai, ma non perché sono estremamente sadica, ma molto semplicemente perché questi tre oggetti sono unici e fatti su misura per me.

-Maglione melangiato 100% Mohair delle Magliaie. Di questi tempi fate caso alla composizione dei maglioncini che vi comprate per resistere al freddo. Il più delle volte sono in acrilico. Non conosco in realtà le doti termiche dell'acrilico, ma alla vista e al tatto non mi piace. Quindi ho fatto una scampagnata a Limite sull'Arno per andare a farmi fare questo maglione su misura, del colore e della forma che desideravo. Settanta interminabili minuti di scelta melange!

-Jeans Levis vintage, presi, scuciti e ricuciti, della taglia che più vi fa comodo, nella forma che più vi aggrada (largo anni '70, stretto anni '80). Questa bella idea è di Naive, simpatico e giovane negozio a Empoli.

-Ed infine le mie compagne che mi seguono ormai da chissà quanti chilometri, un paio di scarpe basse in pelle robusta che Alessandro mi ha fatto su misura a Lamporecchio (lui ti guarda il piede e ti dice il tuo numero, una specie di cartomante dei piedi). Per scegliere il colore ricordo che mi fece fare un giro del suo laboratorio per guardare tutte le pelli che aveva.

Tutto questo per dirvi che comprare quello che "il sistema" vi propina comodamente per le strade del centro o in un grande centro commerciale, attraverso catene uguali in tutte le nostre città, può essere stupido e va contro di noi. Ci sono tanti piccoli progetti che tentano di resistere e per cui vale la pena spendere qualche soldo, che il più delle volte sarà ben speso. Ho condiviso con voi questi tre posti a cui ormai sono affezionata (pensate un po', potevo esserne molto più gelosa, siete fortunati), ma scommetto che nel luogo in cui vi trovate in questo momento mentre state leggendo il mio post sicuramente ci sono tanti altri artigiani che amano il loro lavoro e che faranno per voi qualcosa di unico.