mercoledì 28 ottobre 2015

Tim Walker vs David Hockney

E come sempre Tim Walker con i suoi editoriali mi rallegra le giornate. Questo è vecchio, era stato fatto per il numero di Febbraio 2015 di W magazine dedicato alle "Best performances 2015" (ma io l'ho scoperto solo qualche giorno fa...il blog va a rilento e io con lui).

Steve Carrell

Chadwick Boseman

E questi invece sono i collage di David Hockney


Ah, no, questo non è David Hockney, questo è un irriconoscibile Mark Ruffalo!

lunedì 12 ottobre 2015

Corsi e ricorsi del fashion system: postmodernismo spicciolo


Avevo una gonna di pelle regalata da un'amica di mia madre. Pesante, rigida, stretta, a vita alta, la dovevo infilare dalla testa perché i fianchi larghi non permettevano altre mosse. Pensai, questa resta nell'armadio. Poi sono tornati di moda gli anni '70 e io a ruota. Così, prima di andare da Zara a comprare un surrogato a buon mercato di quello che è sfilato sulle passerelle, eccomi correre all'armadio, sperando di non averla buttata via in un raptus, quella gonna, sperando che nessun altro abbia avuto l'idea di buttarla via. Ed eccola nascosta fra cappotti dalle spalline polverose.
La domanda è: sono io imbecille? Un po'.
Ogni anno mi stupisco per collezioni che di fatto sfruttano lo stile di un decennio a caso del '900: e nel 2010 tornarono gli anni '50 (Louis Vuitton vinse di sicuro in quanto a bellezza, a ruota Prada e tutta una serie di editoriali dai colori vividi con giovani e bellissime casalinghe che imitavano Betty di Mad Man), il 2011 fu il turno dei '40 (Miu Miu in primis), nel 2012 un po' di '60s, nel 2013 qualche bel vestitino anni '30 di Bottega Veneta, ché poi era uscito Gatsby (mai visto, non esprimo giudizi) e qua e là si vedevano abiti da charleston, e poi l'anno scorso boom degli anni '90, primi '90, che resistono anche quest'anno, direi.
Ecco, fatto l'elenco di prima potete tranquillamente rimescolare il calderone e dovrebbe funzionare senza problemi per quasi ogni collezione degli ultimi anni.

(bignamino della moda di vogue british)

Tutto questo sproloquio da bar (un bar un po' radical chic dove io e Shila beviamo tè verde al gelsomino) per dire che non mi dispiace affatto che la moda sia "postmoderna" (stai veramente usando questo aggettivo per un post sul fashion system! O anche: stai veramente usando questo aggettivo?). Ci sono periodi della moda che rivedo molto felicemente sulle passerelle (ho ancora qualche problema con gli anni '80), soprattutto se rivisitati in maniera creativa o eccessiva (vedi la collezione di Gucci di questo autunno). Però non vi sembra che tutte le grandi firme periodicamente prima di lanciare l'ultimissima collezione si telefonino?
"Ehi, allora quest'anno che cazzo c'inventiamo?"
"Devono avere un trend, un trend! Uno stramaledetto fashion trend! Dobbiamo indirizzare le vendite!"
"Li abbiamo fatti tutti!"
"Tanto dimenticano, dimenticano sempre."
"Victorian age"
"Visto e rivisto"
"E se quest'anno guardassimo più indietro!"
"Medioevo, ragazzi, medioevo! Nessuno si era mai spinto così indietro!"
"Troppo indietro"
"Sto svuotando l'armadio di mia madre ultimamente...secondo me c'è ancora tanto materiale dei '70 che non abbiamo sfruttato..."
"Nooo, basta figli dei fiori, basta! Non è il periodo di tirare fuori gli idealisti!"
"No, un '70 più borghese, cioè un '70 con le montature impresentabili e le pellicce!"
"Geniale!"
"'70 sia!"
O forse fanno semplicemente un'estrazione a sorte con un'immensa ruota che fanno girare tutti gli anni. Comunque io una rivisitazione del medioevo la vedrei bene, ma c'è sicuramente già stata e ho dimenticato, oppure non ero ancora nata.
Tutto ciò per dire che noi studentelli fuoricorso, noi lavoretto part-time sottopagato al nero, noi che ci accontentiamo di Zara, H&M e Asos, noi maglioncino 100% acrilico, noi che se compriamo un paio di scarpe è perché ci dobbiamo fare chilometri e chilometri di strade affollate, di corridoi, di uffici, di mezzi pubblici, noi non possiamo farci gabbare in questo modo!
Quindi complimenti per quei pochi stilisti che ci fanno sognare ogni anno (addirittura sognare, troppo generosa), ma vi prego non sfogliate l'ultima rivistucola femminile informandovi sui "trends" di quest'anno: sono i soliti oppure sono quelli di qualche anno fa.
E se il tuo portafogli piange non andare a consolarti con la brutta copia mal cucita e sintetica, made in non-oso-immaginare-dove-con-chissà-quale-condizione-di-lavoro: c'è tanto materiale già prodotto e dimenticato che ti sta aspettando in un mercatino delle pulci o in un negozio vintage, ma vintage vero, di quelli dove entri in un universo parallelo risucchiato dall'odore della naftalina. E se gli anni '70 non ti sono mai piaciuti e detesti le minigonne con l'apertura frontale a bottoni che al momento ricoprono gli scaffali di tutti i negozi (a me comunque piacciono molto, per questo credo di essere facilmente manipolabile), meglio per te, c'è un mondo che ti aspetta. Ah, e non dimenticare che le ristrettezze economiche sono il migliore stimolo alla creatività: cuci e ricuci tutto quello che ti ha annoiato, prendi la gonna di mamma e fagli un bell'orlo, mettiti alla ricerca di quella canottiera che portavi alle medie che hai dimenticato in un cassetto buio e che ora farebbe tanto fico.
Per quanto mi riguarda sono stata fortunata, gli anni '70 non mi dispiacciono e ho trovato la mia gonna di pelle a vita alta, tiè.


giovedì 8 ottobre 2015

Ossessione del momento: Philodendron


C'è qualcuno che segue ancora questo blog? Confesso che la costanza non sia il mio forte al momento. Ma condividere qualche piccola ossessione di pinterest non mi costa assolutamente niente.
E la mia ossessione è il philodendron.


Gucci Spring Summer 2016

Lo studio di Matisse

Henri Matisse