giovedì 6 ottobre 2011

Premier jour à Paris - Dimanche

Dopo un viaggio aereo surreale in  cui un gruppo di ragazzi livornesi pronti a festeggiare l'addio al celibato di uno di loro cantavano a squarciagola il cielo in una stanza di Gino Paoli durante l'atterraggio, dopo il bus Bauvais-Paris, dopo il primo metro della nostra settimana siamo arrivati a Parigi sabato sera tardi, spossati, ma felici.
Ogni paese ha un odore diverso. Parigi ha un odore tutto suo. Mi ricordo che era la prima cosa che sentivo da piccola: l'odore caldo e dolciastro del metrò (sì, dolciastro, fateci caso), che anche se il metrò non lo prendi lo sentirai comunque, perché è la stessa terra che lo trasuda, l'odore dei castagni mescolato al burro dei croissant e all'urina, nei quartieri peggiori, intendiamoci.
Va respirata a fondo Parigi.
Preso possesso dell'appartamento che per una settimana è stato il nostro siamo crollati.
Così io e Matteo ci siamo svegliati a Parigi in una soleggiata domenica.
petite vue de notre cour

La nostra prima passeggiata è stata al marché aux puces, quello di Saint Ouen.
Prendete la linea quattro e scendete al capolinea, Porte di Clignancourt. Una volta emersi dal metrò non crediate di essere già arrivati a destinazione.
Non siete più nella Parigi dai giardini curati, tra i grands boulevards di Haussmann o immersi tra le luci delle vetrine delle grandi firme, siete fuori, siete nella Parigi multietnica e periferica, dove si sente l'arabo per le strade, dove spuntano palazzoni della fine del secolo scorso non troppo eleganti.
Dovete superare la schiera di venditori ambulanti con decine di orologi ai polsi, borse firmate alle braccia e boccette di coco chanel in mano, superare anche i banchi di scarpe da ginnastica e cianfrusaglia, che circondano come una corazza il vero centro del mercato. Sgattaiolate nelle stradine traverse e eccolo: così come appariva nel film Zazie dans le metrò, l'avete mai visto? La piccola Zazie che si fa comprare il suo primo paio di Blue Jeans.
Casine basse assalite da piante rampicanti, stipate di oggetti antichi (se con antico intendiamo ormai anche gli anni '50, '60, '70).
Io mi sono persa come al solito fra un baracchino e l'altro: se riuscite a trovarlo c'è un posto che vende solo vecchi portachiavi, io mi ci fermo sempre per trovare oggetti strani da aggiungere ai miei ciondoli.
Sennò poi c'è Tombées du camion, negozio che aveva inizialmente aperto a Montmartre e che consiglio anche solo per dare uno sguardo alle bellissime composizioni che riescono a creare con vecchi giocattoli, fiori di stoffa e cartoline vintage.
Il mercato, oltre alla domenica, è aperto anche il sabato e il lunedì.
Per il resto la domenica è la giornata più adatta a passeggiare (se il tempo è clemente) fra quartieri e giardini e visitare musei.
Sono arrivata in tempo per vedere l'ultimo giorno di mostre al Jeu de Pome.
Il Jeu de Pome è il mio must di Parigi, uno dei musei di foto che preferisco.
La fermata della metro più vicina è Concorde, ma non è male anche arrivarci passeggiando per Les Tuileries che in questo momento sono piene di fiori. Il Jeu de Pome non era altro che il palazzo della pallacorda (no, non lo stesso del trattato).
Se avete in progetto di andare a Parigi fateci un salto, ne vale la pena, anche perché la prossima mostra è su Diane Arbus.
La sfiga ha voluto che il primo giorno a Parigi fossi mezza malata.
Quindi cena a casa e niente nottata brava: giappo asporto, formaggi francesi e falafel del libanese dietro l'angolo, picnic multiculturale a gambe incrociate sul letto, una tachipirina e 12 buone ore di sonno.
Il giorno dopo ero rinata.

Le foto del viaggio sono state fatte da me e da Matteo.

7 commenti:

  1. grazie!
    sei riuscita a pubblicare il post prima della mia partenza!
    dunque non mi resta che volare nella magica Paris!
    a presto,
    anna

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  2. adoro queste foto e questo racconto...la storia dei tipi che cantano Gino Paoli fa troppo ridere;)! aspetto con curiosità di vedere e leggere delle prossime giornate....

    http://lensanythingelse.blogspot.com/

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  3. Ogni volta che vado a Parigi mi riprometto sempre di andare a visitare un marché aux puces ed ogni volta sono sempre troppo stanca e finisco per rimandare.
    Peccato perché queste foto mi ispirano!

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  4. Hai ragione: Parigi è l'odore della metro e va respirata a pieni polmoni. Bellissime le foto!

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  5. sei sempre una certezza. Bellissimo!

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  6. ....che meraviglia questo piccolo post.. mi hai fatto sognare!!

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  7. Che bel racconto e che belle foto!!!!!

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