venerdì 11 giugno 2010

Fashion Bloggers italiani: da gira la moda a The Sartorialist

Il fenomeno del fashion blogging è sbarcato anche in Italia, non c'è niente da dire. Con qualche ritardo e una minore cassa di risonanza rispetto ad altri paesi, le e i fashion blogger iniziano ad essere ascoltati anche dai giornali.
Ormai più di un mese fa una giornalista dell'espresso ci aveva contattato, a me e ad altre blogger, per pubblicare un articoletto sul fashion blogging e l'utilizzo di piattaforme quali lookbook, chictopia, wardrobe, flickr, ecc. L'articolo che poi ne era venuto fuori aveva un po' sacrificato, diciamocelo, la creatività italiana, preferendo le più celebri blogger americane, inglesi, francesi, ecc. Unica a svettare nel panorama italiano, la celebre Chiara Ferragni. Niente da ridire, forse mi ha semplicemente un po' stancata la tendenza Italiana a considerare di moda tutto quello che è grande firma.
Nell'articolo dell'espresso, nel tentativo di spiegare l'origine del fenomeno, si parlava delle bambine della generazione di gira la moda. Bene, io non sono una bambina della generazione gira la moda. Sono una bambina che prendeva la tavola luminosa del nonno e ci disegnava sopra le bamboline di carta e ci progettava abiti. Ma sono anche una bambina che se ne fregava abbastanza di quello che aveva addosso e batteva i maschietti nelle gare di corsa. Insomma, andiamo un pochino anche contro il luogo comune delle bambine che giocano con le bambole e dei maschietti che costruiscono col meccano. In quanto frequentatrice di una facoltà scientifica sono un po' stufa di vedere le donne maestrine e gli uomini scienziati. Si può essere belle e intelligente contemporaneamente, si può essere alla moda e non essere relegate a sculettare su un tacco a spillo vertiginoso concentrandosi disperatamente per evitare il crollo rovinoso, si può essere chic e non avere una sola marca chic nell'armadio. Sono una bambina, che una volta cresciuta, si è resa conto che si poteva divertire all'estero al gioco "scopri il turista italiano": "Ehi, guarda quella lì, sì il pelliccione d'ermellino e le patacche d'oro alla mano, quella è italiana di sicuro!" "E quella lì capello piastrato, lampadata color mattone, braccialetti e collane tiffany a gogo! Boia, com'è italiana!" "E quel tamarro col pantalone con su scritto rich e le mutande che gli escono di fuori. 100% Italiano!".
Si parla dell'Italia come del paese delle grandi firme di moda, ma io mi sono stancata.
Il centro di Firenze, i vecchi negozi storici lungo Via Tornabuoni, tutto distrutto e invaso dalle grandi firme. La libreria con i vecchi scaffali di legno e gli affreschi sul soffito...ora c'è Max Mara. La storica profumeria inglese e le sue vetrine luccicanti...ora c'è Hogan. In uno dei più vecchi cinema di Firenze, il Gambrinus, pare ci volesse andare Armani, ma ci sono ancora delle contestazioni. Addio cultura, viva il consumo! E tutto per la volgarità di coloro che hanno bisogno di ostentare la propia ricchezza con i loro vestiti e il loro suv.
La moda delle blogger, così come le vedo io, come le ho conosciute, prima tramite siti francesi, poi pian piano allargando i miei orizzonti, è la moda della strada, dello street style, della creatività, del vintage, del riciclo costante e delle unioni azzardate.
La mia valigetta di buon gusto non me la sono fatta guardando le sfilate di Gucci, Dolce&Gabbana, Cavalli, ecc. E neppure guardando Sex&City: anche se costretta da un branco di amiche sono stata portata a vedere il suddetto film e sono dovuta uscire dal Cinema a metà spettacolo con la nausea...mai visto un film così lungo che fondamentalmente non parla di nulla. E poi qual'era il problema: Mr Big non arriva in tempo al matrimonio perfetto dove Sarah Jessica Parker indossa un piccione morto in testa? Eh!?! Moda?
La mia valigetta di buon gusto me la sono fatta viaggiando, confrontando, osservando.
Un capo spesso non è bello solo perché sopra c'è scritto "Io sono la moda". Con questo non voglio fare la puritana: anch'io mi soffermo sugli abiti di grandi stilisti sfogliando le riviste. Però, ecco, non sogno di poter fare shopping nei negozi delle grandi firme. Non mi ci divertirei nemmeno troppo. Ecco, a Parigi devo ammettere di aver fatto gli occhi a cuore davanti ad una vetrina di Kenzo, ma questa è un'altra storia.

Quindi meno Ferragni e più The sartorialist!
Dimostriamo di essere Italiani e di buon gusto.
Da oggi farò una piccola rubrica su quello che mi piace guardare sul net. Siti di moda, foto e tanto altro ancora. Quello che ispira e quello che è meglio evitare.
Il 15 qui a Firenze inizierà il Pitti. Se posso, esami universitari permettendo, vi terrò informati dei vari eventi che si preparano con foto e altro.

16 commenti:

  1. Che bel post, sante parole le tue!
    E' davvero triste vedere che alla maggior parte degli italiani interessa solo ostentare un marchio senza nessuna attenzione alla qualità e al buon gusto!
    Si sentono continuamente quei quattro nomi, che quasi mi danno la nausea ormai...
    Ci sono fior di stilisti e brand pressochè sconosciuti al grande pubblico che producono capi magnifici, per idee e fattura.

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  2. Eh meno male che fra le blogger ci sono un po' di maschietti! Anch'io battevo i maschi a corsa, e quest'estate parto due settimane a bici con la tenda, due paia di short e qualche maglietta!
    A proposito del Pitti, io sarò a Firenze il 16 e 17 (e il 16 sera vado con Virginia di La Musette da ANGELO che vende i capi al chilo. Se potessimo vederci, mi farebbe un IMMENSO piacere!

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  3. Questo post è veramente bello! Sono pienamente in accordo con tutto quello che dici...anzi pensavo di essere un'ermaginata,non avendo MAI visto una sola puntata di Sex&theCity o il famigerato Gossip Girl. Più che le grandi marche,sono sempre rimasta a bocca aperta davanti ai mercati vintage,agli splendidi lavori di alcuni nuovi designer e via dicendo. Concordo poi,con la descrizione dell'italiano "fashion"...una rincorsa alla mutanda Calvin Klein! Bravissima!

    http://alternativamentefashion.blogspot.com

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  4. ps: mi sono scordata di una cosa...se passate da Firenze in questi giorni (e vedo che passate) mi piacerebbe molto incontrarvi(parlo anche con l'armadio del delitto XD ) io abito a due passi da Firenze...se volete,contattatemi sul blog!

    http://alternativamentefashion.blogspot.com

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  5. @L'armadio del delitto: Wow!!! Si ci sono anch'io da Angelo, ci vado già il 15, ma mi farebbe piacere tornarci per conoscerci finalmente di persona. Fantastico! Ah, e complimenti per la pedalata che ti attende...eroica!

    @Cocca87: Ecco Gossip Girl, questo mi mancava! Potresti venire anche tu da Angelo Vintage, ci si mette d'accordo.

    E grazie a tutte e tre per i commenti. Quindi non sono l'unica a pensare queste cose.

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  6. mi piace questo post perché è schietto e dice cose molto giuste! mi ha divertito il tuo giochino del "scova l'italiano in vacanza" e mi accodo al coro "più the sartorialist meno grandi (e sterili) firme"!

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  7. Ma quantooo ti adorooo per quello che hai scritto!!
    La penso esattamente come te !! finalmente qualcuno che lo dice aaaaaaaaa!!!che bello!
    Anche se nata nel '91 sono anche io una bambina di gira la moda.. e delle macchine da cucire per bambina.. disegnavo con gira la moda e creavo i vestiti alle barbie con i pezzi di stoffa avanzati da qualche gonna o giacca di mia nonna (sarta stupenda) però sono sempre andata contro corrente ok seguo le tendenze del momento ma non sono omologata .. cioè nella mia città (piccola provincia della calabria) tutte le ragazze (o quasi) sono vestite uguali.. tutti si acquistano in un determinato negozio perchp fa figo.. tutte hanno le melissa perchè a Crotone le hanno tutte... tutte hanno la borsa di lui jo tutte hanno le stesse scarpe.. DIOOOO!! che fastidio e magari quelle poche che vestiamo con i nostri gusti personali ci ridono dietro.. metto una handband è la fine!!
    italia paese della moda per eccellenze?!?! farei riflettere chi lo dice perchè se si parla di vestire tutte con 5.000 euro addosso allora si!
    Concordo pienamente sullo street style... io rappresento la persona normale che fa un giro nella propria città , va in discoteca , va nei locali e perchè no la fashion blogger va anche agli eventi di moda ma non deve andare vestita da copertina o da super modella che sta sfliando in passarella.. ma con il proprio modo di essere il proprio stile...
    non nego che mi piacerebbe avere un chanel 2.55 scarpe louboutin e chi ne ha più ne metta ma le metterei sicuramente in modo diverso rispetto ad altre fashion blogger!
    accenno qualcosa in questo post
    http://barbaracloset.blogspot.com/2010/06/fashion-blogger-and-co-first-big-debate.html

    bel blog ti seguo
    barbara

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  8. appoggio in toto quello che scrivi! gli italiani si vantano di vestirsi meglio di tanti altri ma... alla fine sono tutti fotocopie. e se non sei come loro, sei strano e deriso!

    ho vissuto per 4 mesi a londra e anch'io, con la mia amica, giocavamo a "scopri l'italiano". si scoprono anche da lontano, per come camminano, e riusciavamo anche a capire la città di provenienza!

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  9. mi piace davvero questo post, condivido tutto..ci vediamo da A.N.G.E.L.O. il 15, nel frattempo in bocca al lupo per gli esami....

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  10. @Barbara: Grazie per il tuo commento, si vede che il problema ti sta molto a cuore.

    @azzurra: Allora da A.N.G.E.L.O. !!!

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  11. Davvero interessante questo post :-)
    Condivido una parte di quello che dici ma non tutto tutto: di Sex and the City ho visto tutte e 6 le serie (che non hanno niente a che fare con i due film)e mi piace anche Gossip Girl.
    E poi, perchè dobbiamo sempre generalizzare su chi gira in SUV? :-P
    Scherzi a parte a me piacciono i vestiti firmati e ne compro... ma mi piacciono anche i giovani stilisti, il vintage (ne capisco poco o niente, ma leggendo molti bei blog italiani sto cominciando ad avvicinarmici) e mi piace molto comprare abiti durante i miei viaggi, magari nei mercatini o nei souk.
    Mi piace mixare tutte queste cose insieme.
    Ma non sono d'accordo con gli estremi: non sono d'accordo con chi dice che è facile vestirsi bene spendendo molti soldi (è pieno il mondo di gente stra-ricca e assolutamente malvestita!) né con chi dice che le grandi firme sono da evitare perchè fanno subito "cafone".
    Trovo che avere stile significhi portare bene la grande firma come il vestito scovato nel mercatino per pochi euro e dare un tocco personale ad entrambi.
    Sono appena tornata da Firenze dove ho partecipato all'evento di Luisa via Roma e dove ho visto molto di quello che hai scritto tu: molte piccole wannabe che si sentono dei guru ma sono praticamente cadute nell'armadio... ma anche alcune persone (poche) con uno stile vero.
    Mi piacerebbe seguire attraverso il tuo blog gli eventi di Pitti visto che non avrò occasione di tornare a Firenze nei prossimi giorni :-)

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  12. condivido il tuo pensiero. pienamente.

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  13. La penso come te a volte mi innamoro di cose "firmate", altre volte rispolvero vecchi vestiti trovati in casa e dimenticati da tempo spesso cucio da sola quello che vorrei indossare...mi piacerebbe possedere un abito di Valentino ma che cosa c'e' di speciale in un bracciale di Tiffany forse il fatto che puo dire "io ci sono stata" ed ancora le borse di Vuitton e tutti quei loghi in vista!...vivo a Londra e ti assicuro che gli Italiani si riconoscono senza troppa immaginazione. Purtroppo i blogger famosi in Italia rispecchiano noi Italiani...ma sono sicura che le cose cambieranno...io continuo a sperarlo...intanto t seguo perche' quando ho scoperto il tuo blog ho pensato: "finalmente"!

    attheendofmay.blogspot.com

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  14. Grazie a tutti per i commenti...mi piace questo confronto d'idee!
    E mi fa piacere sapere che non sono l'unica a pensarla in questo modo.

    @At the end of may: Concordo su tutto quello che dici! E sì anch'io vorrei un abito di valentino! Grazie del commento...e stima assoluta perché sai cucire, vorrei tanto imparare anch'io!

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  15. Io e la mia amichetta Polly abbiamo aperto questo blog allo scopo di mostrarvi le nostre foto, in cui io faccio da modella e Polly da fotografa, e dimostrarvi che lo stile non è una questione di denaro. Tutto ciò che indosserò saranno i miei vestiti o abiti prestati (da mia mamma, da mia nonna o da amiche). Polly ed io non siamo certo grandi esperte di moda e non pretendiamo di esserlo. Per noi vestirci è divertente, un modo per esprimere la nostra personalità. E organizzare questi piccoli servizi fotografici è di sicuro una delle nostre più grandi passioni :)

    - è appena nato e ci piacerebbe avere dei lettori :)

    http://stellacarota.blogspot.com/

    Saluti, grazie.

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  16. Ho appena scoperto il tuo blog e mi ha fatto molto piacere leggere questo post.

    La penso esattamente come te praticamente su tutto: la metamorfosi di Firenze, le strane idee e gli incrollabili preconcetti sulle donne scienziate (sono una ricercatrice :-) ), l' "uso" italiano della moda, il fenomeno Chiara Ferragni...

    Ti diro', adesso che non abito più in Italia non conosco benissimo i nuovi fenomeni nostrani: non leggo quasi più giornali Italiani e non guardo la TV (non mi perdo niente, credo...)e sono anche molto meno infastidita dalla volgarità, troppo spesso (purtroppo) tipica del nostro Paese, forse perchè non la subisco più in quantità massicce come prima.

    Quando torno a Firenze pero' vedo ancora delle cose che mi piacciono, dettagli: le ragazze coi capelli lucidi e folti, un gusto spiccato per gli abbinamenti e l'uso del vintage, molte donne e signore elegantissime (non ne esistono molte dove sto io purtroppo) senza per forza essere firmate e ingioiellate, uomini che sanno riconoscere una giacca di buon taglio e... brave estetiste ahah
    Quando torno a casa cerco di vedere questo, e va un po' meglio...
    Ma i turisti Italiani, quelli purtroppo li noto ancora tutti!! ahah

    Una sola cosa del tuo post non condivido al 100%: io amo l'alta moda, amo chi la sa indossare senza sembrare una pagina di una rivista patinata, amo chi sa dettare stile (anche i soggetti del nostro amato Sartorialist in fondo sono molto spesso donne che girano con almeno 7000 euro di abiti addosso).
    La differenza secondo me è questa: il gioco. Chi sa divertirsi con la moda e chi ha veramente gusto la rende sempre unica, anche se presa dalle vetrine di Fendi. Ed è questo che gli Italiani (e alcune blogger Italiane) dovrebbero imparare a fare.

    Grazie per questo post (che mi ha permesso di scoprire il tuo blog ;-) ) e gli spunti di riflessione, continua cosi'!

    Al

    - The Red Dot-

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